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Siete preoccupati dai vari SOPA/PIPA/ACTA/TPP? Segnatevi questa data sul calendario: 11 febbraio 2012. Dopo aver paralizzato in parte la Rete lo scorso 18 gennaio, i mediattivisti europei si preparano a scendere letteralmente nelle piazze per far sentire la propria voce ai rappresentati del Parlamento Europeo che, tra maggio e giugno, si troveranno a discutere del documento finale del trattato ACTA.
Il processo di ratifica dell'ACTA si è arenato dopo che la Germania ha allungato la lista dei Paesi che non sottoscriveranno l'accordo internazionale anticontraffazione. Il fronte dei no contava già la Polonia e la Repubblica Ceca, e come avevamo già avuto modo di spiegare, basta anche un solo Paese contrario alla ratifica per trasformare l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement in carta straccia.
Ulteriori dubbi si sollevano dunque rispetto alle misure previste da ACTA per la tutela globale delle proprietà intellettuale e industriale, dopo il segnale di stop mostrato dai governi di Polonia, Repubblica Ceca e Germania. Secondo Simasius, l'industria del copyright dovrebbe piuttosto pensare ad una vera e propria rivoluzione nell'intero ecosistema legato al diritto d'autore o al trademark.
Dopo le tante polemiche e proteste in tutt'Europa anche la Slovenia si aggiunge ai Paesi che hanno deciso di congelare la procedura di ratifica dell'accordo sulla protezione dei diritti d'autore su Internet conosciuto con l'acronimo Acta (Accordo commerciale anti-contraffazione).