E' vero, io parlo di un ideale e come tutti gli ideali, di difficile attuazione, però penso anche che non sia internet a non essere pronto, anzi, ma le lobby, decisamente poco lungimiranti.
I cd, dvd e compagnia bella spariranno presto dalla circolazione, cosa faranno le case discografiche?
Spariranno anche i negozi di "dischi", già abbastanza desertificati, nell'industria musicale c'è un inaridimento, un'erosione progressiva, cambia solo il modo di fruizione, ma deve cambiare anche il modo di distribuzione.
Questo modo, lo devono trovare loro, è il loro mestiere, non il mio. Artisti e autori non sono mai stati messi in primo piano, sono l'ultima ruota del carro e la tutela dei loro diritti, che sbandierano a tutto spiano, mi sembra ben poca cosa davanti a possibili nuovi modelli che possono ugualmente tutelare.
Certo che le major, poverine, abituate come sono, con il mito della SIAE che imperversa da secoli, si dovrebbero arrovellare il cervello non poco per trovare un sistema che non gli faccia perdere un solo piccolo eurino.
Esistono anche case discografiche che lavorano esclusivamente con produzioni in Creative Commons
che permette agli utenti di tutto il mondo di scaricare musica anche gratuitamente, guadagnandone enormemente in promozione e visibilità.
Ci sono artisti che scelgono Creative Commons invece di SIAE e sono comunque ugualmente tutelati, legalmente, sicuramente liberi da imposizioni e leggi di mercato dell'arca di Noè.
Il copyright, così com'è ora, non ha più senso, (ma cavolo è un modello del 1940, quando si usava il calesse) le dovute modifiche non significherebbero l'anarchia più totale, ma la naturale evoluzione in un mondo che cambia, secondo me.
Un modus vivendi più condivisibile, sarebbe l'arma migliore per la dannatissima pirateria, sempre secondo me.
